CLAMOROSO/ L’A.S.D. Monte di Procida Calcio mandata via dal Vezzuto Marasco

Il tecnico Mazziotti: “Comportamento incomprensibile. Un accanimento contro chi fa sport in modo pulito e con grande spirito sociale”

MONTE DI PROCIDA.Incredibile ma vero: si chiudono i cancelli dello stadio “Vezzuto Marasco” di Monte di Procida per capitan Di Matteo e compagni, che da oggi non hanno più a disposizione la loro casa, sia per gli allenamenti, che per le gare.

La compagine gialloblù dopo un campionato da protagonista, con la poderosa risalita dalla zona play out fino al 5° posto, in uno dei campionati di Eccellenza Campana più competitivi degli ultimi anni, resta senza campo.

Tutto questo accade perché l’amministrazione comunale non ha voluto concedere alla famiglia Marasco il rinnovo del contratto di gestione dell’impianto “Vezzuto Marasco”, sebbene contrattualmente previsto, dopo 5 anni di gestione da parte della società gialloblù, nonostante una gestione impeccabile che ha portato anche concrete migliorie alla struttura e che ha dato lustro al calcio montese.

Il tecnico Marco Mazziotti, montese di adozione, si dice rammaricato per questa vicenda: “Purtroppo oggi siamo costretti ad abbandonare lo stadio “Vezzuto Marasco”, struttura dove ci alleniamo e giochiamo le gare di campionato. Tutto questo mi lascia senza parole e delude me e i miei ragazzi, che a suon di sacrifici ed amore per i colori della cittadina che rappresentano, in questo campionato hanno superato tanti ostacoli. Loro credevano, giustamente, di essersi guadagnati la stima e il rispetto della cittadinanza e delle stesse istituzioni, ma così non è stato perché nel bel mezzo del campionato, in un momento tra l’altro molto positivo, dove il nome del Monte di Procida è balzato agli onori della cronaca sportiva campana in maniera più che positiva, si è presa una decisione assurda che ci ha lasciati senza stadio.
Non entro nel merito politico della faccenda, perché a me non interessa, ma credo che la politica debba essere accompagnata sempre da un corso morale in cui il buon senso dovrebbe prevalere su tante situazioni. Anche perché qui si parla di mandare via o di mettere in discussione una famiglia come quella dei Marasco che tanto hanno dato allo sport montese, con grossi sacrifici, oggi come in passato. Chi non conosce i costi economici e gli investimenti che occorrono per poter affrontare campionati di eccellenza non può capire ciò che dico”.

E poi c’è il progetto “CALCIANDO CON IL CUORE”, che da 3 anni, grazie alla TRAICONET, permette a 100 e più bambini di frequentare la scuola calcio, a titolo gratuito, senza pagare rette mensili, quote di iscrizione e kit. Insomma un progetto sociale di grande importanza e valore che nessuna, ripeto nessuna, società calcistica italiana mette in campo, viene praticamente a cadere in virtù di quale superiore progetto?

Credo che, in generale, la politica sia sempre chiamata a trovare soluzioni idonee, come è avvenuto anche in situazioni ben più complesse: non credo che nel caso di specie, non si potesse fare nel modo e nei tempi giusti. Ripeto non entro nel merito della questione politica, non mi interessa, sono l’allenatore di questa squadra posso dire che abbiamo difeso i colori di Monte di Procida, con tanti sacrifici, in giro per tutti i campi della Campania, nella piazze più storiche e blasonate, dove albergavano molti professionisti. Abbiamo giocato con tanto orgoglio e passione. A qualcuno questo non interessa o forse non lo ha nemmeno notato. Noi abbiamo sempre onorato i colori della maglia di questa cittadina.

Ci ritroviamo di fronte a situazioni assurde, con città che pur avendo il campo desiderano avere una squadra locale, mentre a Monte di Procida c’è la squadra, ma l’amministrazione gli nega il campo nel mezzo del campionato. 

Mi auguro che ci possa essere un minimo di esame di coscienza da parte di tutti, perché discutere di scadenze e rinnovi vari significa parlare di futuro. In questo momento questo potrebbe destabilizzare le teste di chi si sta ancora impegnando a suon di sacrifici. 

Chiudere i cancelli del “Vezzuto Marasco” al 30 marzo, nel bel mezzo della stagione sportiva, significa fare torto a centinaia di sportivi che lo calpestano ogni giorno e privare la cittadinanza montese tutta di qualcosa che porta alto il nome di Monte di Procida. Negando il “Vezzuto Marasco” non si pensa al bene comune e ai valori sani che questo sport propugna. È in virtù di questo che ho sempre ragionato, nell’ottica del rispetto del prossimo, e ad oggi qui certi valori sembrano essere solo una pura illusione.

Mi auguro che chiunque dovesse seguire i fratelli Marasco abbia gli stessi valori, lo stesso modo di saper vivere ed essere persone altamente perbene, sempre e comunque, facendo realmente il bene di Monte di Procida, come stanno facendo da tantissimi anni”.

Dott.ssa Paola Mauro Ufficio Stampa e Comunicazione A.S.D. Monte di Procida Calcio



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